Diario

Chiamatemi pure Giotto in gonnella.


Ho passato interi anni a fare cuoricini e fiorellini sui banchi, non perché fossi un animo dolce e sensibile, ma perché non so disegnare e quindi mi limitavo a quello.

Ogni tanto provavo a fare degli occhi, o quei ghirigori buffi che se li inizi è la fine perché poi non puoi fermarti, e continui in eterno finché non ti accorgi di star disegnando sulla tua compagna di banco.

Oppure le scritte, o i testi delle canzoni, o i vaffanculostronzona sempre dalla parte della tua compagna di banco, a cui volevi tanto bene e che ti manca tanto  anche se una volta provasti a darle fuoco per sbaglio, o se quando meno se l’aspettava la mordevi, così, un po’ per fame, un po’ per noia.

Però insomma, a parte tutto ciò, non hai mai provato a disegnare, o meglio, ci provasti, ma se quello che nella tua mente era il disegno più bello del mondo che avrebbe cambiato il modo di concepire l’arte in qualsiasi universo, messo su carta, diveniva una cagata pazzesca.

Così si arriva a quel punto in cui riponi la matita nel fodero e dici addio ai sogni di gloria come fumettista.

Cresci, vai avanti con la tua vita, finché arriva il giorno in cui la bimba ti chiede di disegnarle una Witch, che lei poi neanche conosceva finché la sottoscritta non ha ritrovato i suoi vecchi fumetti (il primo è del 2001, e la bimba manco era nata), e glieli ha portati, così da leggerli insieme.

So vecchia.

Comunque, mi chiede di disegnarle questa Witch, ed io allora le dico che magari la posso fare bionda come lei e senza occhiali che lei non li sopporta.

E poi m’è venuta fuori sta cosa qua che io davvero boh.

Ora, ok.

So che è imperfettissima perché tipo il piede è una merda, le gambe una è troppo fine, la faccia sembra quella di un alieno, etcetcetc.

MA IO ANCORA NON CAPISCO COME ABBIA FATTO AD ASSEMBLARLA.

Voglio dire, credetemi quando vi dico che veramente ho dovuto inventarmi un modo tutto mio per fare i cuori perché mi venivano male pure quelli.

Vabbè.

Ero felice e soddisfatta e volevo farvelo sapere, oh.

Ah, aggiornamento così.

Penso che stasera S. abbia fatto la sua più grande figura di merrrda, nel vero senso della parola.

Camminavamo in quel di Via De Lollis dopo una toccata e fuga a San Lorenzo, direzione macchina.

C’era un tipo davanti a noi, però vabbè, neanche ci stavamo facendo caso insomma.

Parlando di l’asilo etc, lui mi fa:

Ah poi ho chiesto a mia madre di quella storia di quando da piccolo PER SBAGLIO provai a mangiare la cacca, successe ancora prima dei tre anni, mi sono sbagliato. Avrò avuto sì e no un anno!

Voi non potete immaginare la faccia del tipo che si è girato di scatto ed è corso al marciapiede opposto.

E comunque il mio amico non è amico stretto di Gianni Morandi eh, sia chiaro.

E’ una storia lunga, ma comunque successa appunto quando non sapeva neanche cosa fosse la cacca.

 

Cheppoi pure io non sono stata da meno, neanche un minuto dopo essere morta per la scena indimenticabile, vedo una macchina simile alla mia e faccio:

Oh, ma guarda S.! Papà ha lavato la macchina fuori e sembra addirittura un’altra macchina!

E invece era proprio un’altra macchina.

E c’era un tipo seduto dietro.

E io mentre cercavo di aprirla non l’avevo mica visto.

E vi giuro che non ho bevuto, anche perché guidavo.

 

Byez, la Nana.

Annunci

14 thoughts on “Chiamatemi pure Giotto in gonnella.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...