Giorno 6, 7 ed 8.


E dopo varie peripezie, siamo riusciti ad andare a Supetar.

Ma io voglio troppo vivere su una barca.

Cavolo m’è piaciuto più prendere il traghetto che girare la città.

Diciamo che questa gitarella è stata un mezzo fiasco, la città non c’ha colpito tantissimo, ma credo che in parte fosse anche per la stanchezza accumulata.

Però lì c’era un mare fantastico!

Abbiamo pranzato ad una specie di ristorante lì sulla spiaggia, ed era meglio lasciar stare.

Dovete sapere che io ho il problema delle ordinazioni.

O me le scrivo, o puntualmente ordino qualcos’altro presa dal panico.

E infatti ho preso i pescetti fritti.

E infatti non li ho mangiati.

Sarà, ma a me quei cosini così piccoli che ti guardano……..

Oddio se solo ci ripenso muoio dentro.

Pennichella sulla spiaggia e poi di nuovo sul traghetto, per la mia gioia e per la gioia dei miei piedi svolazzanti.

Pomeriggio di shopping inquietante.

Premessa: lì la gente la crescono ad addominali e gentilezza.

Vi giuro, qualsiasi persona abbiamo incontrato era di una gentilezza e disponibilità infinita.

Saliamo sul bus per andare allo Split City Center, chiediamo se fosse quello giusto e si apre un dibattito in croato sul sì o no, in tutto questo un ragazzo dietro a me cercava di tradurre un minimo ciò che succedeva (il tipo in questione era anche umanamente carino).

Una signora un po’ anziana con un megacappello di paglia con un fiorellone un po’ così, ci dice che dobbiamo scendere alla fermata dopo e prendere il 6, che c’avrebbe portato proprio lì.

E così facciamo.

Scendiamo, saliamo sul 6 e ci mettiamo a chiacchierare quando ecco che riappare questa vecchietta che prende il panda per un braccio e ci trascina tutti giù dall’auto gridando ad altre persone qualcosa che suonava molto come dei vaffanculo random.

Ci dice di seguirla, che non sa dov’è esattamente ma gliel’hanno detto.

Aveva questo carrello della spesa inquietante, e non parlava neanche bene inglese.

Dal momento che le mamme la prima cosa che ti insegnano è di non parlare tantomeno seguire gli sconosciuti, noi l’abbiamo ovviamente seguita, tra le case popolari per di più.

Ci porta alla fermata di questo 18 che c’avrebbe comunque condotto a destinazione, ciaociao grazie signora pazza è un piacere, lei se ne va, attraversa e si mette dall’altro lato della strada a fissarci per un po’, poi svanisce nel nulla.

Alla fine però l’auto arriva e riusciamo a vedere ‘sto benedetto centro commerciale.

Bolide mi ha regalato le ciabatte di Valentina di Crepax che sono tipo bellissime, mentre io le ho regalato degli orecchini fatti a lp.

Ma l’acquisto più bello, a parte i cerotti dei bambini con gli animaletti disegnati sopra che vi farò vedere prima o poi, è stato un quadernino rigido con la penna verde Stabilo..per la modica cifra di 10 kune, ovvero poco più di un euro ç__ç.

Dovete sapere che io ho la fissa per la roba da cartoleria.

Magari l’avevo già scritto, ma è sempre meglio ribadirle certe cose.

L’ultimo giorno, saremmo dovuti andare alle cascate di Krka, ma per un po’ di disorganizzazione non siamo riusciti a visitarle purtroppo, e quindi tutti al mare a farsi l’ultimo bagno in un’acqua dove ti vedi i piedi, cheppoi torni a Fregene e piangi un sacco.

La sera a mangiare pesce in un’osteria tipica, Fife, frequentata in passato da scrittori, attori, giornalisti..Insomma gente intellettuale, insomma noi proprio eh.

Pesce buonissimo, piatti superabbondanti, cameriere provolone.

Il tutto per la modica cifra di 12€ a cranio.

Non so se mi spiego.

Abbiamo addirittura lasciato la mancia.

Ma giusto perché il cameriere, dal momento che non avevano più dolci, s’era offerto di spalmarsi lui la cioccolata addosso.

Ok, effettivamente è un po’ inquietante detta così, però era simpatico, davvero.

Il ritorno non è stato dei migliori.

Le cose tra di noi sono un po’ degenerate.

Io sono una cogliona.

I miei amici anche.

Insomma, una vacanza che in un certo senso alla fine ha dovuto lasciare quell’amaro in bocca.

Tanti bei ricordi, ma l’ultimo giorno è stata una mazzata tra capo e collo.

Ho sempre pensato che partire con gli amici è un terno a lotto, perché vuoi o non vuoi, tutti abbiamo abitudini differenti, ed un conto è vedersi tutte le sere, stare insieme anche giornate intere, per carità, ma vivere 24 ore su 24 in simbiosi, a parte i momenti in cui stai in bagno, fa un po’ strano.

L’avevamo già passato in Sicilia, vivendo allo stato brado per 12 giorni, però forse perché eravamo più piccoli, forse perché eravamo di più, gli scazzi ci sono stati ma temporanei.

Spero davvero di risolvere tutto con S. e con il bolide, perché ci tengo, perché mi sento una merda, perché so di aver sbagliato e so la mia incapacità a spiegarmi in modo chiaro, a metter giù un discorso sensato.

Fa strano eh?

Qua sono di una logorrea senza limiti e confini, eppoi mi impappino sulla più semplice delle cavolate.

 

Comunque, il diario delle vacanze è finito.

Vi ho rotto il cazzo per tutti questi giorni :D

Che cosa bella.

E’ iniziato il mio mese di disoccupazione totale, sperando di riprendere a settembre.

Perciò preparatevi psicologicamente, che qua ci starò sempre, Maccarese permettendo.

Ed ora direi che posso anche andarmi a lavare.

O no?

Dite di no?

Vabbè ma un po’ puzzo.

E devo uscire con Ciccio, che mi vuole rivedere solo per sapere le figure di merda che ho fatto in vacanza.

Ah!

Una ve la racconto anche a voi che mi sono dimenticata di scriverla prima ma ora risalire su fa una fatica assoluta.

Ero in spiaggia l’ultimo giorno.

Eravamo io, il panda amicounpòcoatto.

Mangiavamo dei coni di pizza tremendi ed eravamo seduti su normalissime sedie di plastica.

Se non fosse che ad un certo punto, mi sento un po’ pendente, pensavo fosse amico che s’era appoggiato alla sedia.

Faccio per guardare giù ma niente, ed intanto però il mondo continuava a scendere da una parte, finché non mi sento sprofondare giù.

La sedia, PER IL CALDO, s’era quasi sciolta, e la gamba aveva alzato bandiera bianca, perciò mi sono accasciata al suolo nel modo più lento del mondo.

Ora, immaginatevi una Nana a gambe per aria che non riesce ad alzarsi perché sta soffocando dalle risate.

Il panda tentava di tirarla su, ma lei continuava a rotolarsi per terra, tanto ormai era caduta.

Questo giusto perché non attiravo abbastanza l’attenzione coi capelli verdi, insomma.

Ho fatto morire dal ridere due tipi svedesi.

Ovviamente, dopo che sono riuscita a rialzarmi sono fuggita via a vergognarmi un po’, anche se non è durata tanto.

 

Ok, basta sputtanarsi va.

Vado a rinfrescarmi (è così che dicono le signorine per bene, vero?), buon pomeriggio cavi.

 

Byez, la Nana.

 

Ps: ma su Canale 5 l’estate quanti cazzo di film tedeschi passano?!

Ma poi sti tedeschi, quanti cazzo di film tutti uguali fanno????

Aiuto.

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