Secondo me non ho digerito il Maxxi Burger.


Ma voi, ve lo chiedete mai che vita fa la gente al di fuori di quel blog che seguite con tanto interesse?

Voglio dire, sapere come sono fatti, dove sono quando scrivono, cosa vedono i loro occhi, e perché no, vedere anche di che colore sono, quegli occhi.

E’ che io sono un po’ fatta così.

Io, le persone che mi affascinano con due righe buttate lì in quel caos del web, le vorrei mangiare.

E allora leggo, leggo, leggo.

Vado a capire chi sono, mi metto lì e spulcio gli archivi.

L’ansia del primo post, quello di presentazione, che magari risale ad anni prima, capire cosa li aveva mossi a fare i primi passi su un blog che magari mai si sarebbero immaginati di aggiornare così a lungo.

Ma quello che più mi affascina è il loro cambiamento.

Influisce l’età, influiscono i diversi stili con cui poi si viene a contatto, i libri che si leggono nel tempo (non obiettate, io sono fermamente convinta che chiunque abbia un blog che si rispetti, ami leggere), ed ovviamente le esperienze personali, e tanto, tanto altro.

Sarà che son curiosa di mio, sarà che io, per lo più, il mondo di internet lo uso per interagire con le persone, con tutto il mondo lì fuori che fisicamente parlando non avrò mai la possibilità di vedere; alla fine la curiosità di capire chi siano queste persone, cosa facciano, come parlino nella vita di tutti i giorni, cosa pensino, e qualche altro congiuntivo inerente alla faccenda, cresce.

E mi impunto eh.

E qualche volta ci riesco.

Riesco  ad entrare veramente in contatto con queste persone, a vedere le loro facce, magari su Facebook, magari dal vivo, magari solo parlandoci al telefono.

Però mi succede spesso che si spezzi quella magia.

E’ un po’ il problema di chi lotta tanto per qualcosa, ed una volta ottenuto non sa cosa farsene.

Ehi, vi ho visto storcere il naso.

Non guardatemi dall’alto in basso.

Sono abituata ad inseguire le persone, a rincorrerle finché non desistono.

Poi però succede che mi stanco così tanto, che quando loro si fermano per voltarsi, io mi sono già incamminata sulla strada del ritorno.

Eccezioni a parte, è ovvio questo.

Tipo, morirei dalla voglia di organizzare un mega-raduno della gente di qui.

Leggendovi praticamente sempre, noto i mi piace, i commenti, e vuoi o non vuoi, a parte rare eccezioni, c’è più o meno lo stesso giro di gente.

Sarebbe bello, sarebbe interessante, ed io morirei dalla vergogna eh, sia chiaro.

Ma poi?

Quando la festa è finita ed ognuno torna davanti al proprio schermo, secondo voi sentirà ancora la libertà che aveva prima nello scrivere?

E leggerà ancora con lo stesso gusto i post di quella persona che magari immaginava in un modo ed invece poi era tutt’altro?

Forse ci sono limiti che non vanno valicati.

Forse è vero che ognuno di noi è un’isola a parte qui, e di ponti, è meglio non costruirne, se non scritti col nostro font preferito.

Forse, quella che ho scritto proprio qui sopra, sìsì queste righe sopra quest’altre, sono solo stronzate, eh.

Anzi, quasi sicuramente.

Però boh.

Credo sia l’effetto di due film come Eternal Sunshine of a Spotless Mind Al di là dei sogni in un giorno soltanto, a farmi partorire certe bullshits.

Cheppoi uno chiude in bellezza con il cd di quel gran pezzo di figo che è Daniel Waples, e allora credo tu possa fare anche ciao ciao con la manina al senso della ragione.

Byez, la Nana.

 

Ps: in realtà questo post era stato pensato come un qualcosa di molto simpatico. Tutto è nato ieri, cercando su Google il mio vecchio nickname. Voi esseri umani non avete la minima idea di cosa possa esser saltato fuori di lì. A parte un sacco di forum che ancora esistono, e dei quali ancora mi compiaccio per la grafica fatta da me medesima, son riapparsi dei post di blog vecchi quanto il cucco. Vedere COSA scrivevo, COME lo scrivevo e ricordare il PERCHé, ha suscitato in me un misto di ilarità e vergogna immane. Magari la prossima volta vi copio-incollo un estratto di quei pezzi di storia, prima che vadan persi nell’etere. So che così facendo rovinerò la mia reputazione (??), ma sono cose che arrivata alla veneranda età di ventun’anni, devo affrontare.

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15 comments

  1. Ah come ti capisco.
    ‘sta cosa del raduno poi mi gusta molto… E dopo, si, conoscendomi avrei sempre la stessa faccia da culo nello scrivere i post… :)

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  2. Ma ti sembrerà assurdo, però ci stavo pensando mi pare due o tre giorni fa, quasi alle stesse cose. E infatti mi era venuto lo schribizzo di addarti su facebook ma poi ho detto no che passo da stalker.
    In effetti poi se ci penso sono solo due o tre le persone di cui seguo il blog senza conoscerle, te compresa!

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  3. Io di pirsona pirsonalmente non riuscirei a farcela, forse perché con uno schermo e non un’immagine fissa in testa è molto più facile… metti che ti vedo e mi stai antipatica… poi che faccio? Continuo a far finta di nulla? Non credo di riuscirci, nei commenti risulterei sempre un po’ più acida, nel leggere riuscirei a capire molto, semplicemente perché, nolente o volente, mi sarei formata un pregiudizio.
    Ovviamente la cosa vale anche al contrario…

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    • In parte la penso come te però sai cosa, io a lungo andare, non riesco a rimanere ferma lì nei miei confini!
      Se una persona mi dà il lascia-passare nella sua vita, io ne approfitto!
      Poi se non ci si prende, pazienza!
      Meglio che campare con l’idealizzazione di qualcuno :D

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      • Nella vita reale sì, assolutamente, ma qui quando ci si conosce attraverso un blog non so… mi saprebbe di sogni infranti e di violazione della privacy. Se apro un blog è perché non so a chi dire alcune cose su cui mi preme ricevere un consiglio, fosse anche “che mi metto stasera?”

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  4. Io volevo solo dirti che se in qualche modo ti sono scaduta, sappi che ieri ero ad una festa in piscina e buttandomi con troppo slancio verso D., l’ho fatto barcollare e abbiamo fatto cadere un palchetto che c’era in mezzo alla pista. Che era fatto di legno. Tutti hanno sentito i chiodi che partivano ad uno ad uno. TAN TAN TAN TAN e poi io WOOOOOOO e sono caduta per terra. Poi non riuscivo ad alzarmi perché morivo dal ridere.
    Adesso comunque ho malissimo al piede.

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  5. io ci penso spesso, e altrettanto spesso mi piace cercare di capire o semplicemente immaginare che vita fa e che persona è quella di cui leggo più o meno frequentemente il blog o quelle che commentano il mio. è vero col tempo si può avere un’idea che diventa sempre più chiara ma mai così tanto da darti certezze complete! spulciare il profilo di fb sarebbe una figata, ma io non posso, da brava anonima…ma fatto sta che resta una figata!

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