Paese che vai, Gente che trovi.


Ho gli occhi plissettati.

Ho sonno.

Taaanto sonno.

Andare a dormire alle 7e30 di mattina e svegliarsi alle 12, non è che sia proprio il massimo del riposo.

E’ tutto il giorno che sto in questo stato semi-comatoso, lo sguardo spento e circondato da occhiaie che farebbero invidia persino ad un panda, i capelli sfatti, e in testa solo una scimmietta che batte i piatti.

La cosa carina è che mi son sentita un sacco ispirata.

Mi guardavo un po’ in giro, e boh.

Avevo voglia di scrivere tante di quelle cose.

Però la più dolce l’ho trovata poco prima di metter piede in casa.

Io abito in una cittadina, che però, alla fine è come fosse un paese.

Molta gente si conosce, ci sono i personaggi e tutte le storie costruite su di loro, i posti di ritrovo quasi generazionali (a tot età puoi star pur certo di uscire lì, mentre crescendo sarai di là e via discorrendo), e poi le leggende, le persone che ti vedono crescere, e che tu ammiri da sempre.

Alla via accanto alla mia abitano le mie due personalissime leggende :-)

Sono moglie e marito, hanno un negozio proprio al centro della città, che vende bigiotteria per lo più, ed anche altre cose un po’ eccentriche.

Lei, inoltre, si diletta a fare piercing, mentre lui ti crea dei gioiellini sul momento.

Immaginatevi una Nana dodicenne che entra lì impaurita, pronta a farsi il suo primo piercing, che già ci stava sotto per quel mondo che nei primi anni 2000 era così strano, all’epoca (che poi, voglio dire, ne son passati relativamente pochi di anni) eri ancora un freak se ti bucherellavi, per non parlare dei tatuaggi.

Entra, e si trova lei.

Bionda, alta, con quegli occhialini alla John Lennon, che parla con una voce calda e tranquilla.

E lui, con quell’accento toscano, sorridente e con gli occhi divertiti.

Voi capite che la mia anima hippie si svegliò, non dico in quel momento ma quasi; si sentiva a casa lì.

Voci di paese narrano che i due in questione si conobbero ad un centro di recupero per giovani finiti nel tunnel delle droghe, e da lì non si lasciarono mai.

Più tardi, anche parlando con loro, scoprii che viaggiarono tantissimo, prima di tornare qui al paese, che vissero in simbiosi, consapevoli delle loro debolezze e delle loro paure.

Nonostante siano relativamente giovani, ormai saranno una trentina d’anni che si amano; sono diventati una famiglia numerosa, ed i figli hanno la stessa pacifica voglia di vivere che hanno loro.

Li ho sempre ammirati, ho sempre detto che era a quello che puntavo io, vorrei essere come loro, girare per le strade di questo paesino con quel sorriso spontaneo.

 

E insomma niente, oggi li ho visti incamminarsi sulla via di casa, mano per la mano, con lui che guardava lei come se l’avesse vista per la prima volta, e lei che gli raccontava qualcosa, parlava piano, e sfuggiva ai suoi sguardi, come intimidita.

 

Ma cooomunque.

Ah, stasera guardatevi tutti Che tempo che fa :-) Mi raccomando.

 

Byez, la Nana.

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