Diario

Un malinconico venerdì sera.


Guardo le tue vecchie foto, un po’ per curiosità, un po’ per trovare dei volti, per abbinarli ai tanti nomi che m’hai fatto, anche solo distrattamente.

Nel 2009 sei stato a Londra.

Wow, Londra.

E’ una vita che dico che prima o poi dovrò andarci, e tu ci sei già stato.

Io nel 2009 volavo per la prima volta direzione Lisbona.

Tu chissà quante volte eri già salito su un aereo, magari ormai senza neanche più quell’ansia delle prime volte.

Ti cerco nelle tante foto con gli amici, sono così diversi dai miei.

I tuoi s’ascoltano il rap, vanno in giro coi tutoni e gli attimi di vita te li raccontano su un beat, i miei te li possono cantare su un riff infinito.

I tuoi si divertono a farcirle, le sigarette, i miei cantano inni all’amata birra, devoti ai pub, e non ai giardinetti in penombra.

Continuo a scorrere gli album, ci vedo tanto di quel mare, tante di quelle barche, e poi Amsterdam, e poi ancora mare.

Un mese e mezzo.

Solo un mese e mezzo, ma cosa so di te?

E’ questo che mi spaventa, che mi blocca dal provare a conoscere le persone.

La paura di non sapere cosa è successo prima, di non capire, di non c’entrare nulla con te, con la tua vita, coi tuoi amici, col tuo modo di divertirti.

Non credo sia così facile raccontarsi vite intere, no?

Voglio dire.

Dovessi farlo io, non saprei cosa scegliere.

Di cose ce ne sarebbero così tante, che solo a pensarci mi sento soffocare dal peso di tutte le parole che ancora non ho detto.

Però la sai una cosa?

Ti guardo su quelle foto, spio il tuo passato, Facebook permettendo, e non sai quanto mi piaci.

Mi piaci coi capelli lunghi, da bimbo, magrolino, praticamente il contrario di ora.

Mi piaci in quella foto un po’ coatta, col giacchetto bombato, l’aria da so tutto io e la faccia da schiaffi.

Mi piaci nel periodo coi dread, cavolo se mi piaci.

E poi mi piaci ora, coi capelli corti, con la ciccia nascosta sotto le maglie xxl, gli occhi così verdi e quel sorriso bastardo, che quando ti spunta in faccia ho un’esplosione nel cuore.

 

Non mi fido di te.

Non ci riesco, e la colpa è la tua.

E’ come avere un timer sulla testa, conto alla rovescia per la fine di questa cosa.

Cosa, sì.

Come la dovrei chiamare?

Frequentazione?

Ci sono già passata.

So già come andrà a finire.

Eppure non ce la faccio a dire basta.

Ci voglio provare fino alla fine, io.

Voglio vedere fin dove posso spingermi, fin dove posso spingerti.

Il dolore lo sento già, ma che devo fare?

Mi imbottirò di antidolorifici, ed andrò avanti.

Fino alla schianto.

 

Byez, la Nana.

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31 thoughts on “Un malinconico venerdì sera.

    1. Credo che la parola FACILE, nel nostro personalissimo vocabolario, non è che l’abbiano prima messa e poi espiantata.
      Nono.
      Non ce l’hanno messa proprio.
      Uff.
      Un abbraccio, va!
      Che ci si fa forza a vicenda.
      De sti tempi (:

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      1. Facile? Che vuol dire? :D
        Che poi oh, tutti con gli occhi verdi… Ma cos’è, un’epidemia? ;)
        Ti abbraccio anch’io. Forza e coraggio!

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      1. Se vorrete andare nella stessa direzione (come si dovrebbe, se si vuole fare coppia) sta a voi deciderlo. Allora anche tutto il resto potrebbe intrecciarsi in un certo equilibrio.
        Io ti auguro quanto meno che lui ti faccia fare meno paranoie mentali possibili, perchè non è bello.

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      2. Around!! Ma le paranoie io ce l’ho proprio inside!
        M’hanno costruita così.
        La direzione che stiamo prendendo per ora davvero non lo so quale sia.
        Funziono peggio di un navigatore preso coi punti della Conad.

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      1. Sono capocciona, eh?
        Però mi prometti che quando succederà, se succederà, non mi punterai il dito contro dicendo TE L’AVEVO DETTO?
        E’ che preferisco gli scappellotti dietro la nuca (:
        O le zampate, in questo caso.

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  1. Niente freni. Lo schianto:parte del gioco; non distruggersi del tutto: esperienza; rimettersi in piedi, ricostruirsi pezzo a pezzo: forza femminile.
    Lascia indietro le paranoie sul domani e goditi l’ora, se lo vale.
    Un abbraccio

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      1. Dolce Nana grazie mille per l’offerta! Ma cercherò di fare in modo che ciò non accada.

        preferisco passare ore spensierate insieme a te magari a berci qualche buon aperitivo parlando di qualsiasi cosa ma non di pene d’amore! :)

        viva la leggerezza ogni tanto!

        però se e quando hai bisogno sono qui! :)

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