#3 Cose strane.


Si aggirava nei meandri bui della sua mente, chiedendosi perché i meandri dovessero per forza di cosa essere bui.

Chi l’aveva data per buona, questa cosa?

Non era meglio, chessò, mettersi ad una bella tavola rotonda, tutti amici, tutti fratelli, e cincischiare sul fatto?

In fondo, dei meandri luminosi, avrebbero fatto comodo a tutti.

Non penso che ci fosse stato qualcuno, lì, a quella tavola, che si sentisse a suo agio a ripescare ricordi ingialliti dal tempo, emozioni ammuffite, disagi rattrappiti, e quant’altro, al buio.

Puoi sempre portarti una torcia.

Eh, certo.

Sì sa che una, prima di mettersi a vagare nella sua malsana mente, si prepara lo zainetto da brava boyscout.

Era sempre stata una di quelle tipe provviste di tutto l’inutile possibile ed immaginabile, ma dell’utile, nessuna traccia, ad oggi.

Insomma, si aggirava nei meandri bui della sua mente in cerca di qualcosa di non ben definito.

Sapeva che era lì, ma non sapeva come fosse fatto.

Sapeva che ne aveva assolutamente bisogno, ma non sapeva il perché.

Sapeva che l’avrebbe trovato, ma non sapeva cosa cercare.

Continuava a girovagare, al buio, senza torcia, con lo zaino da boyscout pieno di cose inutili.

Ogni tanto, qui e lì, finiva a terra.

Sia chiaro, l’equilibrio non era mai stato dalla sua parte.

Più e più volte s’era ritrovata ad inciampare su sé stessa senza apparente motivo.

Una frazione di secondo prima era ferma, immobile, in posizione eretta, ed eccola che neanche facevi in tempo a batter ciglia che lei s’era schiantata al suolo.

Era così.

Una vita in bilico, nel vero senso della parola.

Questa volta, però, era diverso.

Lo sentiva che non era colpa del suo, di equilibrio.

Il terreno dove camminava, era tutto da rifare.

Troppi ostacoli, troppe trappole ben nascoste, e poi erbacce, e sabbie mobili, e terremoti, e poi corri che sta arrivando una valanga di roba giù da lì, ma lì dove?, ma che ne so, tu però corri!.

S’era fatta così tanti graffi sulle gambe, che faticava a riconoscerle.

In realtà, ne andava fiera, di quei graffi.

Erano ferite di guerra, diceva.

Cicatrici tenute lì, degni trofei, a ricordo della ricerca di quel nonsocosa, ma soprattutto, a ricordo della fatica fatta per rialzarsi, tutte le sacrosante volte, da sola, al buio, tra roba vecchia ed ingiallita ed inscatolata che se ci pensi se è stata chiusa in una scatola e messa da parte un motivo ci sarà.

Non s’arrendeva, lei.

E insomma, si aggirava nei meandri bui della sua mente, senza torcia, con lo zaino da boyscout pieno di cose inutili, con un equilibrio precario e tante cicatrici sulle gambe..

Byez, la Nana.

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38 comments

  1. È la stessa mente che nei meandri bui trova la luce. Un bel sorgere del sole che rischiara ogni cosa.
    E mal che vada si cerca a tentoni l’interruttore che spesso è più vicino di quanto si creda ;)

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  2. E insomma…
    Ci lasciò così… Giocando amosca cieca!

    :-D
    Gran bel post. Mi piace un sacco e… Scherzi a parte. Ora che ci ricapita un casino del genere, proviamo ad urlare un “C’è qualcuno?!?”

    Sempre più forte.
    Che io ogni tanto son da quelle parti, ma non ci sento troppo bene…

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      • Macciao! Nei commenti del tuo blog c’è il mio indirizzo. Se clicchi su modifica, c’è il mio indirizzo. Altrimenti, il nome del mio blog, quello prima di .wordpress.com, poi ci aggiungi una chiocciolina e poi a seguire un bell hotmail.com. E’ gradito anche il sorriso.

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  3. Per me,le cicatrici che ho addosso,non sono altro che il ricordo tangibile dell’ imperfezione del mio essere.
    Anche io mi scordo sempre la torcia,anzi ne dovrei proprio comprare una! Ma come dico sempre anche la luce porta con se ombre.

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    • Saggia V., è vero quanto dici, purtroppo?, non lo so.
      E’ una lotta continua in fondo, un po’ come lo ying e lo yang, luce ed ombra che coesistono uno nell’altra.
      Tocca vedere se poi quei graffi bruciano di più alla luce.

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  4. Hai citato tante volte boyscout che mi meraviglio come Moz non sia ancora apparso! :))
    Ti dedico questa, perché è una canzone che adoro sopra tutte (anche sopra quelle che ho messo nella rubrica #30giornidimusica)… e che ancora mi accompagna nei momenti bui…

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