Mi chiedo spesso come gente con la quale hai condiviso molto, in momenti magari neanche troppo idilliaci, riesca a dimenticare quello che c’è stato, cosa è stato detto, cosa è stato fatto..
Viene il dubbio, sapete?
Che sì, insomma, alla fine cantate a tutti le stesse quattro stronzate in croce.
Altrimenti davvero, c’è da preoccuparsi.
Un’epidemia di perdita di memoria a breve termine.
Tra l’altro, non sta scritto da nessuna parte che andare avanti significhi cancellare qualsiasi traccia del passato. ANZI.

C’è di buono, però, che risentendo i vostri soliloqui, non ci casco più.
Niente.
Nada.
Nisba.
Non attaccano, mi dispiace.
Vi guardo semplicemente mentre gonfiate il petto e, boh, mi fate pena.
E mi faccio pena, che a volte quando ti dicono “hai dei gusti di merda”, dovresti abbassare la testa e fare pippa.

Nonostante tutto, le eccezioni che confermano la regola ci sono, esistono, se tendi la mano puoi persino sfiorarle.

Byez, la Nana.

Ps: ultimamente i miei livelli di acidità superano i massimi storici. Indi per cui, non fateci troppo caso, ed immaginatevi una voce stridula e incattivita che vi legge sto post. E magari vi fa pure gnègnègnè alla fine.

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35 comments

  1. Sì, ne ho piene le scatole anch’io di quelli che dicono che per andare avanti bisogna lasciarsi il passato alle spalle: secondo me non fa male caricarsene un pò in spalla e portarselo dietro – almeno finché non si trovano luoghi adatti per seppellirlo.

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    • Esatto.
      Non mi piace affatto il far finta di nulla, anche perché il passato influisce su ciò che diventa una persona.
      Ma probabilmente il cardine sta lì.
      Che persona sei se continui imperterrito a buttarti tutto dietro facendo finta che non sia mai successo nulla?

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      • A volte è solo una questione di sopravvivenza far credere a qualcuno di non essere mai esistito/a. Se riesci a fare una cosa del genere, il più delle volte, è proprio perché quella persona è stata troppo importante. E in qualche modo ti ha fatto male.

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  2. Anche secondo me ci sono dei grossissimi problemi di “cancellazione della memoria a breve termine”. A volte mi chiedo se è una questione di disinteresse da parte dell’altra persona, a volte se è proprio perché cerchiamo di fornire significati estremamente più grandi al gesti che ci sono stati fatti (e, in verità, non lo sono e perciò, dimenticabili). Molto più spesso, invece, sono convinto che il motivo della “dimenticanza” è che “le persone non ascoltano più, attendono solo il loro turno per parlare (cit.)”. Questo comporta un livello di profondità nel rapporto pari a zero… e la spiegazione sta tutta qua.

    Ps: non so perché, ma ogni volta che leggo un tuo articolo mi viene in mente una canzone o un film… sono malato [per la cronaca, stavolta è Eternal Sunshine of a Spotless Mind… titolo film in inglese… in italiano è illeggibile] :)

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    • La citazione calza a pennello! E comunque per carità, non oserei mai pretendere che ci si ricordi di ciò che gli altri hanno detto, ma almeno non raccontare le stesse storie ogni cavolo di volta, insomma! Non c’è un limite di “messa in onda” per ogni cavolata sparata?

      Ps: e perché queste colonne sonore non me le lasci nei commenti?? :D
      Comunque c’avevo pensato anch’io a quel film (uno dei miei preferiti, tra l’altro), e mi è venuto il dubbio che forse abbiano fatto tutti un bel trattamento alla Lacuna Inc.
      E comunque sì, Se mi lasci ti cancello lo fa sembrare una commediuola da quattro soldi.

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      • Un limite? Non credo. Non riesco più a vedere certa gente perché, sempre e comunque, ripete la stessa identica storia. Un disco rotto. Se dopo la prima volta è divertente rivangare il passato o sentire un vecchio classico (di battuta intendo), dopo la seconda volta è qualcosa di disgustoso. E mi annoia.

        Ps: non lo so… :) dai, dalla prossima ci metto anche il commento musicale (se c’è ovviamente)…
        Il film è spuntato subito, ma come spesso succede con i tuoi articoli… mi ricordano qualcosa (film, canzone – ed è una gran cosa tra l’altro). Il film è dannatamente triste (non so se trovare qualcosa di veramente felice, forse una sorta di miscuglio agrodolce) e il titolo italiano l’ha mortificato come una commediola da quattro soldi. Siamo dei maestri. In inglese è uno dei migliori titoli che ho letto.

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  3. secondo me alla maggior parte della gente non interessa davvero degli altri. Vanno a momenti. Ti ascoltano, ti stanno vicino ma solo perchè non hanno di meglio da fare. E’ brutto. Ma penso sia così.

    ovviamente non vale per tutti (ed infatti ho detto la maggior parte). Bisogna imparare a capire chi è lì perchè ci tiene e chi invece perchè ama il cazzeggio. ma non è facile.

    Comunque vorrei proprio vederti mentre fai gnègnègnègnè :):)

    un abbraccio dolce dolce!!!!

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    • E’ brutto ma è vero, hai ragione.
      La cosa che mi fa rabbia è che alla fine, se uno ci mettesse un’anticchietta in più di impegno, si avrebbero dei rapporti davvero belli, e invece ci si perde così perché si ha un ego troppo grande.

      Te lo farò! Promesso! Ahahahah!
      <3 ti voglio bene.

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  4. Anche io me lo chiedo. (In questi giorni soprattutto)
    E mi chiedo se quel “tutto” c’è stato davvero o c’è stato solo nella mia testa.
    Devo essermelo immaginato.
    Devo averlo sognato.
    O ancora, penso che sono tutte uguali le persone (eccezioni a parte, dove stanno poi queste eccezioni vorrei tanto saperlo, deve essere un gran bel posto!): ti usano fino a quando c’è comunione di intenti (e non comunione di sentimenti) e poi ciao. Al diavolo il tutto, reale o immaginario che sia.

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      • aaaah..ok…comprendo…un caso di recita da Oscar? Non é detto, a volte, ripeto potrebbe essere che uno dimentica in quanto troppo impegnativo ricordare. In questo caso però mi sembra che sia troppo impegnativo pure per te ricordare cose passate e confrontarle con gli atteggiamenti del presente…non ti curar di loro ma guarda e passa t’avrebbe detto Dante

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  5. No, scordare il passato no, certo.
    È ovvio che resti.
    Ma se decidi di andare avanti, spesso si tratta di metterci una pietra sopra. Tu sai che è una tomba, ma chi ci passa accanto vede solo una pietra e non ci bada.
    Forse sta a noi cambiare, senza aspettarsi nulla dall’altra parte.

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  6. “Tra l’altro, non sta scritto da nessuna parte che andare avanti significhi cancellare qualsiasi traccia del passato. ANZI.”: concordo! A volte semmai può essere utile rivedere il proprio passato per dargli un altro colore, o per rivederlo da un’altra angolazione, cosa possibile man mano anche noi cambiamo.
    Buon week end!

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