Come back.


Sono tornata a scrivere perché del blog ho bisogno, se mi tolgo questo è finita.

Non potete immaginare quanta fatica io stia facendo in questo momento.

Ho lo stomaco stretto in una morsa diventata fin troppo familiare; il nervoso, mi dicono.

E’ così strano pensare quanto la mia vita nel giro di quindici giorni sia cambiata, il modo brutale in cui mi sia ritrovata a dover crescere, qualsiasi tipo di certezza buttata giù in pochi secondi di lucidità, lucidità che peraltro ancora non ho acquisito del tutto.

Ho pensato a così tante cose in questi giorni, che forse sarebbe impossibile riassumerle tutte qui, un po’ per la mole, un po’ per la portata emotiva.

Sinceramente, non sapevo neanche se scrivere o meno qualcosa, che poi cosa c’è da scrivere?

Il fatto è solo uno: papà è morto.

Quante volte l’ho sentita quella parola in questi giorni? Insieme a parole come condoglianzedeceduto fatti forza.

Sono arrivate alle mie orecchie talmente tante volte che ad un certo punto non ne ho capito più il senso.

Non so se vi è mai capitato di mettervi lì a ripetere una parola all’infinito, dopo un po’ avrete come la sensazione che quella parola non voglia dire niente, vi suona male, strana.

E allora io sono stata lì tutte le sante volte a ripetermi decedutodecedutodeceduto..Ma io non lo so proprio più cosa voglia dire.

So solo che quando rientro a casa c’è silenzio, che quando faccio la lavatrice non ci sono più le polo colorate ed i jeans strappati, che la domenica a pranzo non mi chiama nessuno per chiedermi che tipo di carne voglia, che non c’è nessuno che quando mi vede in pigiama mi dice ma non sarai dimagrita troppo?, che quando passo davanti al bar non c’è più nessuno a cui suonare, a cui chiedere di prendere il pane fresco e magari anche un supplì che c’ho un sacco voglia.

Fanculo le lacrime.

Io sono incazzata perché te ne sei andato senza salutarmi, perché ho dovuto vederti su questo fottutissimo letto, immobile, freddo, perché a 60 anni la tua vitalità le persone se la sognano, perché non avevi mai tirato fuori tutti i problemi che stanno uscendo uno dietro l’altro, perché volevi comprare casa e dovevamo pensare a trovarne una con tre camere e due bagni perché tu saresti rimasto con me, dovevi rimanere con me, perché ti ho regalato un viaggio e non ci sei andato, perché stai facendo soffrire tante persone, che se uno ha tutti quegli amici non può permettersi di prendere e andarsene così, senza un cazzo di avvertimento.

In questi giorni ho pensato a tante cose, sì, come che qui ci si affanna così tanto e poi? Che rimane?

La risposta non ce l’ho, ma so che io ora sono qui e devo andare avanti lo stesso, perché anche se non capisco l’affannarsi generale, tutte quelle complicazioni che l’uomo s’è creato da solo, le implicazioni sociali, devo stare al gioco.

E allora giochiamo.

Anche se mi manchi.

Non doveva andare così.

 

Byez, la Nana.

 

Ps: volevo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini, sia fisicamente che col pensiero. Mai quanto ora ho capito quanto sia importante la vostra presenza nella mia vita. Anche se riduttivo, grazie, di cuore.

 

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84 comments

  1. Voglio evitare di usare frasi troppo abusate… ma quello che mi viene spontaneamente da dirti, e lo dico con tutto il cuore è questo: ti sono vicino e ti mando un abbraccio.
    Virtuale, lo so. Ma prendilo come un segno della mia vicinanza!

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  2. Non credo che tu abbia bisogno di sentirti dire un’altra volta da qualcuno che è dispiaciuto per quello che ti è successo, figurati da qualcuno che ti conosce solo dal blog e dalle descrizioni di amici comuni. Davanti ad una cosa così non c’è niente da dire. Penso che ci voglia un gran coraggio anche solo per mettere quelle parole tremende nero su bianco.
    Non me lo posso neppure immaginare quanto tu stia soffrendo.
    Nessuno merita di dover crescere di botto per una ragione del genere eppure succede senza un motivo valido. Grazie al cielo sei arrabbiata, tienitela stretta questa rabbia, magari in questo momento può esserti di sostegno, perché, come hai detto tu, bisogna andare avanti nonostante la crudeltà di questa cosa imprevedibile.
    Posso solo dirti che ti penso.

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  3. A volte le parole “d’uso” non sono che un tentativo – più o meno goffo – per far sentire la persona a cui sono rivolte meno sola, una specie di “ciambella verbale” quando non si sa cosa dire.
    Grazie a te per ciò che condividi.

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  4. Io son pessima a scrivere in queste situazioni quindi….non lo so.
    Mi mangio le mani perché ho perso il numero di telefono che il cell s’è rotto..e non posso starti vicino neanche con uno stupidissimo messaggio. Per ora accetta un abbraccio virtuale…e perdonami. Mi spiace davvero tanto, davvero.

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  5. oddio nana… io l’ho saputo solo leggendo questo post… pensavo che semplicemente volessi stare un po’ fuori da qui…
    leggendo ad un certo punto mi hanno pizzicato gli occhi… mi son sentita persa…
    non sono brava con le parole e sinceramente mi sembra sciocco dire qualsiasi cosa, perché ricordo cosa scrivevi di lui e… è terribile per lui, ma anche per te…
    un abbraccio cucciola… adesso devi davvero tirar fuori gli artigli…

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  6. Ho avuto conferma di quel che temevo. Mi hanno detto che quel raduno di blogger era stato rimandato per un lutto improvviso e tu, che io sapessi, eri l’unica di cui non avevo notizie. Nemmeno immaginavo però che fosse tuo padre e ora non posso trovare, perché non ce ne sono, parole adatte a dimostrarti la mia vicinanza. Posso solo abbracciarti e nemmeno sul serio ma lo faccio con tutto il cuore.

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  7. Cara, non ti dirò cavolate perchè non so assolutamente come ti senti o cosa stai provando, se non ciò che trasmetti con le tue parole. Ti mando un abbraccio, forte forte, spero che tra un po’ vada meglio, anche se è tanto dura.

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  8. Non pensavo avrei letto un post così.. E’ stato come se fosse una persona che conosco a dirmi queste cose, mi sarebbero venuti gli occhi lucidi da lacrime trattenute- come adesso- .. Mi dispiace davvero tanto,… queste sono le cose brutte della vita ed i sentimenti che provi sono propri di questi momenti.. Potendo, ti abbraccerei..

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  9. Il post mi ha sinceramente coinvolto. Mi ha anche fatto riflettere. Sei una bella persona. e sensibile.Dagli altri post qua e là traspariva questo forte legame che avevi con lui, anche qui sul blog hai lasciato testimonianze indelebili. Deve essere dura, ti stiamo vicino, nel nostro piccolo.

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  10. Le parole e i sentimenti sono due cose strane, a volte non si sfiorano mai, sembrano essere estranei, altre volte si incontrano, si mettono insieme, uniscono i loro significati… e così arrivi a riconoscere un dolore profondo, una mancanza, un futuro che si spezza troppo presto. Non so se le mie parole possono arrivare a comunicarti quello che vorrei, un senso di comprensione, di amicizia, di vicinanza, il dirti che, davvero, bisogna stringere i denti e pensare che le persone care restano sempre dove sono state, dentro al nostro cuore, da lì nessuno le potrà mai portare via e lì le troveremo, sempre. Ti abbraccio anch’io, forte.

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  11. Ti leggo da molto tempo…in silenzio e in disparte,per tanti motivi.
    Leggendo questo post mi si è stretto il cuore,perchè ti ho conosciuta,e pur sapendo quanto tu sia forte,un momento del genere indebolirebbe comunque…
    So che hai tante persone attorno,che ti saranno vicine,e ti aiuteranno,e che queste sono solo parole di un’anonima,perchè così voglio rimanere,ma ho sentito il bisogno estremo di….parlarti,visto che non lo facevo da molto.
    Non so che dirti in realtà,solo che spero che in futuro tu stia bene,e che ti succeda qualcosa di stupendo,qualsiasi cosa…
    Ciao Vale.

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  12. Non so cosa dirti, un dolore di questo genere difficilmente si riesce ad immaginarselo però, una cosa te la posso anche dire, il dolore può dare forza se metabolizzato nel giusto modo, quindi Nana affrontalo, trasformalo e metabolizzalo, il modo purtroppo non lo so, ognuno ha il suo, un abbraccioneoneone!

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  13. chissà cosa lega le persone che si incontrano così sul web, e che poi si ritrovano in un momento così intimo e delicato a voler dare un piccolo supporto di umanità. non lo sapremo mai. ma eccomi.

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  14. Arrivo in ritardo. Davvero troppo in ritardo.
    Il perché tu lo sai, e io so che non me ne vorrai.
    Avrei voluto esserci di più, ma siamo state colpite insieme, anche se da cose diverse.
    Capisco la tua rabbia, non è vero che si deve accettare tutto. Bisogna andare avanti, questo non si può evitare, ma le persone che ti dicono di farti forza dovrebbero provare a stare nei tuoi panni anche solo per qualche ora prima di aprire la bocca.
    Esperienze diverse, ma molte riflessioni che ne escono sono uguali, o almeno in questi giorni mi pare così.
    Commento confusionario, non sono tanto sicura che nell’insieme dica qualcosa, ma per quel che può valere, conta su di me in qualunque momento.
    Ti abbraccio forte! ♥

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