The Freaks in the Middle.


Qualcuno stasera m’ha detto che ci vuole coraggio per essere felici, e se ve lo state chiedendo, no, quel qualcuno non era Fabio Volo.

A me però la domanda sorge spontanea:

E’ giusto rendere infelice qualcun’altro, per il nostro tornaconto?

Probabilmente non esiste una risposta adatta, od obiettivamente giusta.

Mettere la nostra felicità al primo posto, ok, ma se per ottenerla bisogna calpestare quella altrui?

Non credo di essere brava a far del male a qualcuno, per lo meno non a mente fredda.

E non c’è bisogno di essere una santa, solo che per certe cose ho il blocco automatico dopo 30 secondi di stand-by.

Magari non si tratta neanche di essere buoni, magari è solo mera vigliaccheria, incapacità di prendere decisioni così grandi, paura di sbagliare, paura di rivelarsi fin troppo esseri umani.

 

Byez, la Nana.

 

Ps: un contributo fotografico della gattagrassa ,perché lei certi problemi non se li pone minimante!

2014-01-21 23.27.04

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53 comments

  1. Nonostante il mondo sia una giungla e alla domanda “l’altro al posto mio che farebbe?” la risposta sarebbe “se ne fregherebbe”, io non ci riuscirei. La felicità quella vera non credo che passi sul cadavere di qualcun altro. Se sembra necessario fare una cosa del genere, forse non è quella “giusta”.

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    • E’ che puoi rendere una persona infelice, ma credo sia una situazione temporanea, il fatto di avere qualcuno su cui scaricare la colpa, e di conseguenza la rabbia, aiuta a mandar giù la pillola amara.
      Rimanendo invece nella condizione in cui non vuoi ferire l’altro, e di conseguenza resti fermo nell’infelicità tu, ecco, quella è una condizione che forse non passa.
      Perciò, non lo so cognata, non lo so proprio.

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  2. Happiness is a warm gun, cantavano i fab four! E davvero essere felici è una grande prova di coraggio. Esserlo a scapito di altri? Effettivamente c’è chi ci riesce. E chi no. Io no, perché la felicità è contagiosa e non riuscire ad essere felice da solo. Ma forse sono io strano!

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  3. io sarò stupido, ma alle volte faccio il contrario. ma sono un caso disperato. comunque la mia felicità non deve andare a discapito di altre persone. la trovo una forma di correttezza e spero sempre che gli altri usino questa premura con me… ma chissà perchè non capita spesso…
    comunque la tua gatta è bellisshima! *-*

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  4. Ah guarda, ti capisco! Sono molte le volte che ho sacrificato la mia felicità per quella degli altri…non che sia una cosa giusta, anzi, solo che non potrei mai mettermi a calpestare gli altri solo per ottenere un briciolo di piacere personale.

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  5. Bella gatta!
    E per rispondere alla tua domanda: davvero se tu perseguissi il tuo bene, faresti il male di qualcun altro? O quel qualcun altro starebbe male lo stesso, magari sotto altre spoglie?
    Io, credo, tu abbia il dovere (morale) di pensare al tuo bene, il che avviene non diventando degli egoisti, ma vivendo le cose nel modo più realistico. Non so se sono stata veramente comprensibile nel mio pensiero.

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    • A volte sì, Zeus.
      Capita che due persone, pur stando bene insieme (e non parlo solo di innamorati), non riescano a capirsi al 100%, o che comunque sviluppino atteggiamenti dannosi per la propria persona.
      Ora, non so se è un problema solo mio, che magari tendo sempre ad andare incontro a chi ho davanti, ad adattarmi, a modellarmi per stare meglio e per far stare meglio, finché poi mi accorgo che sorpasso un certo limite.
      La persona che ho davanti ovviamente, non può accorgersene e non comprende lo stare male, perché per lei andava tutto bene.
      Non so se è proprio chiaro il concetto..

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      • Posso dire solo questo nana cara: ti capisco meglio di quanto credi…. sfortunatamente aggiungerei… ma capisco perfettamente.
        Anche perché io, da par mio, cerco di dare sempre il 150% beccandomi indietro delle badilate nei denti mica da ridere…

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  6. Pensaci, a quanto la vita cerca di annientarci ogni giorno. Ti renderai conto che l’omicidio, ora come ora, è acqua di rose. E smettiamola di cercare ‘sta felicità, che se andiamo a ritroso scopriamo che è stata inventata dalla Perugina insieme ai baci!

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  7. Se per essere felice devi calpestare altro essere umano la via forse e’ sbagliata anche perché crederci o meno non cambia le cose, il karma esiste, quello che ti viene fatto torna indietro, quello che di male facciamo noi lo paghiamo con gli interessi.

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  8. La felicità (e qui il commento cade a pennello visto che il libro l’ho letto da poco) è in realtà l’assenza del dolore. Non si è felici raggiungendo obiettivi pazzeschi, o calpestando gli altri, ma semplicemente cercando di vivere con meno dolore possibile.

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  9. Ti dirò quel che pensi, adorabile nana: secondo me per essere felici bisogna rendere felice chi amiamo (non inteso necessariamente come fidanzato/marito, eh). Se tutti pensassimo alla felicità dell’altro… saremmo tutti felici, no?

    Ma quel gatto….mangia bambini!!!

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  10. è inevitabile che goni azione abbia dei riflessi più o meno lontani (come la storia della farfalla e l’uragano) a volte si può provocare infelicità inconsapevolmente, oppure semplicemente essendo (giustamente) se stessi, c’est la vie.
    credo che alla fine la discrepante in questi pensieri sia l’onestà, se sei onesto, con te stesso e con gli altri, ci sta tutto, altrimenti no.

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  11. Non lo so, bella domanda Nana.
    A istinto, (e l’istinto è sempre una cosa un po’ violenta e illogica) direi di si.
    Si può.
    A maggior ragione se penso che molte volte ho impersonato il ruolo della parte lesa.
    Una volta tanto sarei felice di prendermi qualcosa di buono dalla vita e tanti saluti.
    Però tutto dipende da chi è la persona che vai a danneggiare.
    Un tuo familiare? uno dei tuoi migliori amici? una persona a cui tieni e che perderesti per sempre?
    Peggio ancora te stessa e la tua morale in modo indiretto?
    Se la risposta a una di queste tre domande è sì, allora lascerei perdere.
    E tutto dipende anche da cosa intendi per infelicità e per calpestare la felicità altrui.
    Non credo che nel tuo caso si tratti di compiere un omicidio, di rapire persone, di derubare qualcuno di beni irrecuperabili, di mandare sul lastrico un onesto lavoratore e la sua famiglia e così via. (Almeno spero! :P )

    Ti faccio un esempio banale, ma vero (e poi, giuro che concludo questo commentone interminabile): per stare con la persona che amo ho fatto del male a qualcuno.
    A più di una persona.
    E’ andata così, non me ne vanto ma non me ne vergogno neppure. E’ successo.
    Ma ti assicuro che dopo 9 anni stiamo tutti bene.

    Un bacio!!!! :)

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      • aAhahaha, il segreto è stato semplice…lasciando la via vecchia per una nuova che sentivo mi piaceva di più… e mi piace ancora tantissimo proprio perché l’ho scelta io, il resto è andato da sé!
        :D
        (non è stato facile, ma ne è valsa la pena!)

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  12. Non ricordo se avevo visto uno stralcio di programma o se c’era qualcosa in particolare che ha alimentato il mio cinismo in proposito, ma, nonostante io non riesca a soffocare gli altri per farmi valere, credo che sia normale. Una specie di istinto di sopravvivenza, un bigliettino che ci identifica come stronzi. È che alla fine c’è chi è più portato a far certe cose (anche minime) e chi invece lotta solo per quelle che ne vale la pena. Io penso che se fossi davanti ad uno che ostacola il mio percorso lo fare. Lo calpesterei. E forse è l’egoismo, ma è questo che ci anima e ci fa andare avanti…per tante cose.

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