Ma qui non ci sei mai.


Mi piaceva fare la spesa con te.

Infiniti minuti di fronte allo scaffale dei detersivi discutendo su quale fosse l’odore dell’ammorbidente che più si accostava al tuo, o al mio, che quando non saremmo stati insieme, sarebbe bastato affondare il naso nella maglia per sentire casa, per sentire te, per sentire me.

Accarezzavo coi polpastrelli la buccia delle pesche solo per darti i brividi, rubavi le ciliegie più mature per farmele assaggiare di nascosto, che poi le labbra si tingevano di rosso e tu che mi baciavi e dicevi che m’avresti mangiata più che volentieri.

Passare in rassegna tutti i gelati nel banco frigo per poi prendere sempre lo stesso gusto, e correre da te nella corsia delle birre. Cercavi di darti un tono scegliendo con cura quale nettare c’avrebbe fatto ubriacare e ridere e sudare e svenire sul divano davanti alla televisione.

E mi prendevi in giro quando arrivati alla cassa, ti piazzavo davanti gli occhi da cerbiatto per farmi comprare un ovetto, anzi due, così la sorpresa potevi averla pure tu, e se fosse stata abbastanza carina, l’avremmo messa sul ripiano della finestra.

La fa la raccolta punti?

Certo che la faccio, altrimenti cosa appiccicherei sul suo volto quando s’addormenta mentre sono sotto la doccia?

– Sei una bambina dispettosa, lo sai?

– Non è vero. Ho sempre odiato gli scherzi da “gita scolastica”. Tipo che al mattino ti ritrovi la faccia piena di dentifricio.

– E allora perché mi attacchi tutti questi bollini sul viso? Non è la stessa cosa?

– E’ che non so quanti ne servano per averti.

– Sei una bambina stupida, lo sai?

– Sì, lo so.

Byez, la Nana.

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27 commenti

  1. Mi piace Nana. Anche io perdo tempo davanti alle vetrine del supermercato, guardando dentro gli armadi e i frigo e poi, come sempre, prendo la stessa cosa.
    Dovrei smetterla di perdere tempo.
    Andare dritto al punto.
    Ma mi diverte perderlo, il tempo, e trovarlo nello stesso momento.

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    • Secondo me si tratta di godersi la scelta delle cose.
      C’è bisogno di calma, di tempo, di tranquillità.
      Non sempre correre verso la meta porta benefici.

      E poi, vuoi mettere stare buoni dieci minuti al reparto delle patatine?

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  2. Qualsiasi momento può diventare speciale, proprio qualsiasi… (oggi sono più banale del solito, pardon ;) )
    (Stavo scappando con tutta la mia buona volontà, è così, però devo aver sbagliato porta -mi succede spesso- e mi sono ritrovato qui, e per fortuna! Ti ho vista ridere, sorridere, vivere, e cosa si può volere di più?)
    Adesso però vado sul serio
    [come dice? di là? sicuro? e poi a destra e poi a sinistra, ok ho capito, grazie davvero (rumore di passi, una porta che cigola, poi si chiude sbattendo, si sente un altro rumore provenire da fuori, forse un urlo, poi quello che sembra un ruggito, poi qualcosa di grosso sbatte sull’esterno della porta)]

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