E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò.


Traccio una linea su questa giornata.

Ho il pigiama dalle 19, nello stesso momento in cui ho varcato la soglia di casa, ho detto basta, per oggi.

Lo sapevo che sarebbe stata un po’ così, ma forse mi illudo che col tempo magari forse sempre meno e invece niente.

Pazienza.

Faccio spallucce e penso che mi dispiace esser scappata via da un compleanno improvvisato in sala mensa.

Non credo avrei retto un tanti auguri tipicamente timido di adulti per un attimo bambini ma non troppo.

Non volevo scoppiare in lacrime.

E’ successo nella stanza 122.

Arrivata alla fine, ho ceduto.

Ho singhiozzato nell’intimità di qualche turista ignaro.

Fa niente.

Oggi va così.

Fortuna che è finita.

Tanti auguri papà.

 

Byez, la Nana.

 

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29 comments

  1. Ogni volta che leggo, sento o vedo queste cose penso alla mia fortuna.
    E ogni volta che mi fermo a pensare alle mie fortune e alle sfortune degli altri mi sento quel senso di colpa che non porta da nessuna parte e che ti prepara a nulla nella vita.
    E ti chiedi come abbiano fatto gli altri e quali frane e quali dolori albergano in loro.
    Senza poterli capire.
    Mi dispiace.
    Un abbraccio.

    Mi piace

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