Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba, e tu mi chiedi “perché?”


Onestamente, non pensavo fossero passati sette mesi dall’ultima volta in cui ho messo mano sul blog.

Damn it.

Ammetto di aver provato, c’è una bozza di aprile che spunta prepotentemente tra gli articoli scartati.

Dico, ancora non è il tuo tempo, forse.

No, decisamente.

Una bozza così, rischia di rimanere in eterno nell’oblio, un po’ per il bene di chissà chi poi.

Cosa è successo da novembre ad oggi?

Uao.

Sarebbe un sunto interessante, ci provo.

  • Mamma si è fatta da metà novembre a fine febbraio in ospedale, col costante rischio di lasciarci le penne. E’ uscita in uno stato tremendo, ma è uscita, e con non poca fatica si è ripresa, è tornata a camminare, a mangiare e ad andare in bagno da sola.
  • In questi mesi ho fatto da rimbalzino: casa – lavoro – ospedale – casa, tutti i giorni. Ero in metro alle 19.45 anche la vigilia di Natale.
  • Ovviamente le feste, Capodanno compreso, sono saltate tutte.
  • Per un periodo ho lavorato di pomeriggio, arrivavo quando gli altri andavano via, lavoravo da sola e con i miei tempi, stringevo rapporti con persone che prima vedevo di sfuggita o in contesti diversi. E’ stato un bene. Circa due mesi di respiro profondo, in cui mi sono riappropriata dei miei spazi, seppur piccoli, in cui mi sono riposata dormendo il dormibile, in cui sono uscita tutte le sere dico tutte se non quasissimo.
  • A fine aprile mi hanno trasferita in un’altra struttura alberghiera, da essere una cameriera bravina, sono diventata prima governante. Ancora sto aspettando di fare il corso..Eppure sembra che me la cavi, ed anche bene. Ci sono giorni in cui sono sempre più convinta di mollare tutto, altri in cui conto fino a dieci..Ma penso sia normale credo boh non lo so.
  • Ho iniziato ad accettare un po’ di più il mio corpo difettoso, anche se sembra che il Grande Demone Celeste si prenda gioco di me. Ogni volta che faccio un passettino avanti, eccolo pronto a sbattermi in faccia situzioni che mettono a dura prova la mia pazienza. Io odio non dire ciò che penso e ciò che mi da fastidio tanto quanto mi piace dire cosa provo e come ti vedo ad una persona. Per ora mi tappo la bocca con entrambe le mani cercando di soffocare ciò che vuole esser portato a galla da tutti questi sentimenti feroci. Sarò solo stanca? Cosa mi manca, ancora?

Di base è questo, non ci è voluto molto a metterlo nero su bianco, il peggio forse è passato, forse deve ancora arrivare. Non lo so.

Ero sul treno a godermi l’ultimo giorno di spotify premium, quando Cremonini si è messo a cantare ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli, e le lacrime sono uscite da sola, come un fiume in piena scriverebbe qualcuno con poca fantasia ma che oh alla fine rende proprio l’idea.

Vengo sempre accusata di farmi castelli in aria, di interpretare male e di cercare sempre risposte dove forse neanche ce n’è bisogno.

Sarà, raramente mi sbaglio.

Forse sbaglio i modi, perché non ho ancora imparato a gestire ed incanalare certi pensieri, sono quella che parte in quinta e dopo le prime battute si calma e inizia a ragionare. Sto zitta per mesi, e poi esplodo.

Non so se tutti questi cambiamenti mi hanno portata ad una consapevolezza diversa, so solo che non voglio sentirmi più così.

Questa solitudine che mi si è incastrata in ogni cazzo di millimetro del mio corpo, non so come lavarla via.

Mollami, te ne prego.

So che come post di ritorno non è il massimo, sarebbe stato più carino un bel post allegro, simpatico, adatto alla stagione estiva.

Io sono ferma qui, con in mano una birra e nell’altra il telefono, che piango e vorrei spaccare tutto alla visione di un altro corpo perfetto.

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30 commenti

  1. Non prenderla così ! Tutti noi siamo passati da stretti percorsi tortuosi (il gioco assurdo della Vita) ma all’improvviso nasce il Sole di nuovi giorni in cui non credevamo più !
    So che sono solo parole, semplici e solite, ma per vivere in equilibrio bisogna sempre mettere sui piatti della bilancia tutte le parti che compongono la nostra Vita.

    Ricorda: E’ già meraviglioso in qualche modo ‘raccontarci’ e trovare sempre la forza d’andare un pò più in la.

    Auguri per tua mamma.
    Spero di risentirti presto su queste pagine.
    Ciao.

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  2. ben tornata nana. Mi ero chiesto dove eri finita. Adesso so tutto. Il tuo corpo imperfetto? ma la perfezione esiste? Non credo. E’ pura utopia. Siamo tutti imperfetti.
    Mi dispiace per quei mesi d’inferno che hai passato ma capisco che non te ne importerà nulla. Li hai passati tu e non noi.
    Un grande abbraccio

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  3. Stai iniziando ad accettare le tue perfette imperfezioni e questo è un passo in avanti. Anche le lacrime al momento giusto possono servire, magari a furia di stare a mollo questa brutta solitudine si restringe fino a sparire. Io un abbraccio alla mia nana lo mando di cuore <3

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  4. ehi nana. mi sei mancata su queste pagine. mi spiace per i tuoi casini, ma hai anche la forza di tirartene fuori… le imperfezioni? chi non le ha tesoro? quelle non spariscono, è vero, ma si possono apprezzare, io alle mie ci sono affezionato (sarà che ci convivo da un po’ di anni…) mi spiace per tua mamma, ma sono contento che sia uscita e si stia riprendendo… forza!
    ti abbraccio forte da qua!
    io anche dovrei fare un sunto da quando non ho più scritto… però ti dico una cosa: ho imparato a piangere quando serve e mi accorgo che poi si sta un poco meglio…
    ti abbraccio ancora…

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  5. ultimamente mio padre è stato ricoverato perché aveva una cosa brutta e non se n’era accorto, almeno non al momento giusto. ed è medico.
    la distanza ha amplificato tutto.
    il pianto non ha aiutato la situazione in generale, ma ha aiutato me.
    i castelli in aria, invece, mi hanno proprio salvato la vita, almeno un paio di volte.

    per quel che vale, resistenza.
    ti auguro sempre cose belle :)

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