Ci vedo da vecchi a bere col tuo sguardo di squincio sul terrazzo del Pincio.


Ammetto non sia facile scrivere in questo momento, devi decidere quale parte della coperta tirare.

Vuoi lamentarti della condizione attuale, dello stare in casa, dell’impossibilità di vivere la tua vita così come è stata fino al lockdown (di cui comunque ti lamentavi ugualmente, perché alla fine bisogna essere coerenti), oppure vuoi fare finta che non stia succedendo nulla, la vuoi buttare sullo scherzo, sul ridere, sull’ahah una volta finito tutto Bonci me fa un baffo.

Tutto, però, non ha una data di scadenza.

Tutto sta cambiando la nostra vita, spingendo sull’acceleratore per una serie di cose, e frenando drasticamente per altre.

Confido nell’estrema capacità di adattamento dell’uomo.

Non dico che sarà uno schiocco di dita, ma una soluzione la troveremo, o la troveranno per noi, che è quello che più mi spaventa.

L’impotenza di decidere per me, il dovermi affidare quasi del tutto allo Stato, è una di quelle robe che mi fa tremare le ginocchia, più del contrarre io stessa il virus, però come si dice, finché c’è la salute.

 

Lavoro nel turismo, gli alberghi per ora non vengono neanche presi in considerazione. Sono in cassa integrazione di un part-time ridicolo, perché per le pulizie in hotel è così, si va a stagioni. A Roma avremmo dovuto fare i botti adesso.

Ho un affitto e la cassa integrazione neanche lo copre.

Ho dovuto farmi aiutare, ancora, e Dio solo sa quanto sia grata a quelle persone, anche se con la morte nel cuore, sempre.

Ho fatto richiesta per i buoni spesa, perché ci si può ridere sull’approfittare di fare un po’ di dieta, che i chili da perdere non mancano, ma non avere in casa neanche la carta igienica è penoso. Ti fa sentire la fottuta condizione umana.

Mi sono vergognata quando me li hanno portati, dopo neanche due giorni dalla richiesta. Mi sono vergognata così tanto che mi sono sentita quasi in dovere di scrivere al Comune per ringraziarli.

Piango a più riprese da non so quanto, e non è la solitudine il problema, dico davvero. I miei cari stanno bene, anche se sono preoccupata costantemente per loro, e triste di non essere fisicamente vicina in momenti più brutti, come la perdita di qualcuno.

È l’essere sempre alla rincorsa di qualcosa, il non sapere che fine farò domani, le chiamate dai recupero crediti, le cambiali, il non potersi permettere di dire torno a casa, non ce la faccio.

 

Forse non è questo il modo di esternare le cose sul blog, forse certe cose dovrebbero rimanere private, ma a che pro?

Non dire le cose come stanno, lasciare quel mistero, per come sono fatta, sarebbe come appendere un lenzuolo alla finestra con scritto che andrà tutto bene.

Non andrà tutto bene, andrà e basta. Già non è un bene.

Non possiamo mentirci da soli, illudersi che le cose si sistemeranno in fretta è la cattiveria più grande che ci si possa fare.

 

Qualche giorno fa ho messo mano al blog, cestinando qualcosa come 400 articoli, tutti dall’inizio nel 2011 fino a circa il 2013.

Pulisco casa.

Ci vuole una rinfrescata, e comunque non mi ero resa conto che fossero passati effettivamente 9 anni. Sono tanti, ecco.

 

Per la cronaca, sto cucinando il necessario, pulisco quel che basta e sto leggendo più di quanto mi aspettassi.

Ho rotto la moka perché a quanto pare la quarantena mi sta trasformando in Hulk, un Hulk molto arrabbiato ogni volta che si deve versare il caffè e puntualmente si scotta.

Il vicinato alle 18 sottocassa per l’inno nazionale, seguito da quelle che credo siano hit estive. Non mollano. Manco quando piove.

Sto facendo veramente un sacco di pipì e ho paura per quando dovrò stare fuori casa, quanto mi ci vorrà a riabituarmi a dei ritmi normali? No perché coi mezzi sarebbe un casino.

Giorno e notte totalmente confusi, guardo Boris per fare sogni tranquilli.

E come direbbe il grande Biascica:

Che faccio? 

Smarmello?

 

Vi si vuole bene.

Spero siate tutti sani e paffutelli, che con le guance piene siamo decisamente più carini.

Sapete dove trovarmi.

 

Un bacetto lanciato.

 

Byez, la Nana.

13 pensieri riguardo “Ci vedo da vecchi a bere col tuo sguardo di squincio sul terrazzo del Pincio.

  1. Mi spiace per quello che stai passando. E qualsiasi cosa io possa dire, risulterebbe banale. Inutile. Perché non poter lavorare, non avere i soldi, nella contingenza, è una condizione che lede la dignità. Ti abbraccio. Forte. Adesso sei tu che hai toccato il mio cuore.

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  2. sono momenti complicati e difficili e tutti noi li stiamo patendo. Chi più, chi meno. Forse tu più.
    Un libero sfogo su questo momento. Però è dura riuscire a sopravvivere col niente.
    Forza Nana che cela farai.
    Un abbraccio

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  3. Accidenti, esterni le condizioni e sensazioni un po’ di tutti noi.
    Io personalmente non sopporto molto l’ostentazione di quartiere di tutti che cantano e ballano e simili, ma è una cosa mia personale, non posso dire niente di niente a nessuno perché io stesso sono nessuno.

    Per quel che riguarda il blog, vedo che diverse persone stanno facendo questa pulizia, questo cancellare le cose del passato. Io invece me le rileggo nostalgicamente, come se fossi un vecchietto nonostante abbia soltanto 16 anni, quasi 17.

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    1. ysi ♥

      Io le trovo un po’ un’imposizione, le cantate di quartiere.
      Non le capisco, non capisco come dovrebbero farci sinceramente del bene.
      Poi magari sporadicamente, ok.
      O con un qualche senso logico, non lo so, ti giuro non lo so.
      Forse qualcuno lo aiuta davvero.

      Scrivevo anche 3 post al giorno, puoi immaginarti la monnezza..
      Tengo solo ciò che mi è più caro :)

      Spero tu stia bene.

      Ti incrocio spesso sul profilo di quel gattone di Gintoki, su fb.

      Baci ♥

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      1. A cuore si risponde con cuore: ❤️

        Ci sono una serie di imposizioni sociali (non parlo delle misure restrittive) che probabilmente faranno piacere a qualcuno, e magari complessivamente aiutano davvero, ma che essendo imposizioni non le digerisco.
        Mi sono perso nel commento inconcludente ma non di faccio caso.

        Io di monnezza ne scrivevo tanta, la scrivo tuttora, ma ci sono affezionato, non posso farci niente. Sono un sentimentalone!

        Vero, dicendo cose senza senso a cui lui sa rispondere senza senso. Se vuoi puoi rispondere senza senso anche tu. Dove non ci si capisce in due non ci si può capire in moltitudini!

        ❤️

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  4. credo tu abbia usato il tono e il taglio giusti in questo post, niente lacrime ma nemmeno risa isteriche. Qui ci sono schiettezza, dolore e calore in un mix che arriva dove deve, come fosse una canzone appena malinconica e invece è vita dura.
    un abbraccio
    ml
    (non ti sognare tra tot anni quando farai di nuovo pulizia di cancellare questo post)

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  5. Fai bene a scrivere sul blog tutto questo ! E’ un inferno e chissà quanto durerà la permanenza nell’incertezza.
    Cerca di resistere e cogli con saggezza il fatto di scamparla per te e i tuoi cari !
    Il resto, anche se importante, si potrà in qualche modo aggiustare.
    Qualche volta penso (e ovviamente non ci sono passato) come hanno fatto finita la guerra… Senza contare quando la guerra c’era ancora… Altro che ‘andrà tutto bene’ ! Tutte fesserie !

    Sei una ragazza forte, e le lacrime adesso ci stanno tutte ! Lo sconforto verrebbe anche ad una pietra !

    Fatti sentire !

    Un abbraccio caloroso !
    Ciao.

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