Vedi non sono bravo a far restare chi mi vuole bene, però so aspettare.


Gennaio da qualche anno è decisamente il mese dei viaggi. A Roma questo periodo viene considerato bassa stagione, di certo mai al pari del nulla cosmico di adesso, intendiamoci.

Ho visto una piccola parte di mondo, in qualche gennaio e in qualche settembre.

Devo dire che questa cosa mi è rimasta addosso, lo ammetto.

Credo non sia stata una settimana tranquilla, quella passata.
Questa terra di mezzo più comunemente detta zona arancione, è psicologicamente devastante.
Non è un lockdown, sei libera di muoverti nel tuo comune ma solo per spendere soldi che tanto non hai perché non stai lavorando. Hai del tempo libero, ma non puoi andare al cinema, o a prenderti un caffè.
Puoi lavorare, certo, la gente intorno a te lo sta facendo e sta continuando perché il mondo non si è fermato, a parte il tuo settore.

Ieri leggevo di un’associazione che ha messo a disposizione i suoi locali per i senzatetto.
Quando D. mi accompagna a lavoro, prendo il 492 che fa il giro del centro di Roma, passa a Largo Argentina, ti affacci sul Tevere, Piazza Navona, Piazza Venezia etc… Saltano all’occhio molto di più le persone senza una casa in cui tornare o qualcuno che li aspetti.
Senza turisti è davvero strano, dopo un anno credo di non essermi ancora abituata a questa Roma deserta che poi tanto deserta non è, c’è chi ci vive e chi ci lavora, praticamente nessuno che la ammiri più. Chissà quanto deve essere triste per lei.

Ho macinato sette stagioni di Buffy l’Ammazzavampiri, mi manca metà dell’ultima stagione e il rewatch sarà portato a termine, insieme alla rinnovata curiosità per la Wicca. Attira. Potrei imparare qualche incantesimo per trasformare in antenne 5g i negazionisti, magari risolvo il problema della connessione nel mio monolocale.

Ho provato a giocare a Call of Duty, sono decisamente troppo vecchia, o troppo pippa. Ma poi com’è che non vi viene da vomitare?

Credo di non essermi impegnata abbastanza in un rapporto di amicizia, e penso sia arrivato alla sua conclusione. Lo faccio, è vero. Il punto è che non so cosa dovrei provare.
So di essere diventata una specie di muro, è solo che non mi piace più trovarmi in situazioni in cui so di essere a disagio, o di stare seduti ad un tavolo senza molto da dire, o di esprimere una mia chiara idea in modo serio quando richiesto ed essere scansata.
Non mi sento quel tipo di persona che abbandona tutto per vivere la relazione, anzi.
Mi piace tenere amici e amore ben distinti, non che mi dispiaccia se le due cose insieme funzionino o socializzino, solo che ognuno ha i propri spazi ed è giusto conservarli in un certo senso. Perché sì. Il tempo si divide, si organizza, ma deve essere una cosa ambivalente.
Forse sto vaneggiando.
Mi verrebbe voglia di contattare l’ultima persona per la quale ancora non mi capacito del perché si sia allontanata da me, e chiederle cosa sia successo, e perché mentre succedeva, semplicemente non mi abbia avvisata della cosa lasciando tutto scorrere via come se non ne valesse la pena.
Non lo faccio, non credo ci sia un’apertura nei miei confronti e lo rispetto.

Mi piacerebbe credere davvero alle sue parole e non aspettarmi sempre la magagna nascosta chissà dove.
I discorsi da grandi sono strani, pensavo non ne fossi capace, né che ci fosse davvero qualcuno che pensi di voler passare tutta la vita con me, mi è sempre stato detto che oggi ci siamo domani non si sa, e che ci sono tante basi da mettere, e poi una marea di problemi da risolvere prima. Me ne sono convinta anche io, ma il modo in cui lo rende così semplice blocca questa serie di pensieri che non fanno altro che generare insicurezze e tanta tristezza, me ne sono resa conto anche se tardi.
Chissà quanta malinconia devo ancora tirare fuori prima di vivere serena.
Se solo tornassi a scrivere un po’ di più.

Questo è ormai un posto di lagne.
I problemi reali sono ben altri.
Il mondo è sottosopra ma io confido ancora nella capacità dell’essere umano di sapersi adattare ad ogni situazione.
Ci credo anche dopo un anno.

Byez, la Nana.


13 pensieri riguardo “Vedi non sono bravo a far restare chi mi vuole bene, però so aspettare.

  1. Chissà quanta malinconia devo ancora tirare fuori prima di vivere serena.
    Se solo tornassi a scrivere un po’ di più.

    Questo è ormai un posto di lagne.
    I problemi reali sono ben altri.

    ••••••••••

    Non è vero che i problemi reali sono altri, non svalutare le tue legittime aspirazioni; datti il permesso di sognare, di desiderare e di essere come vuoi e come ti fa star bene.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...